- Pubblicata il 28/07/2017
- Autore: Arnaldo
- Categoria: Racconti erotici gay

- Pubblicata il 28/07/2017
- Autore: Arnaldo
- Categoria: Racconti erotici gay
La Centrale Elettrica - Palermo Trasgressiva
Lavoro per un’azienda di Ferrara, che fornisce assistenza su impianti elettrici industriali. Ero appena entrato in azienda e il mio titolare mi venne incontro per comunicarmi che l’indomani sarei dovuto partire per Brindisi, per fornire assistenza ad una grande azienda, e che sarei partito nel pomeriggio col mio responsabile. Andai da Alfredo, il mio responsabile, per accordarmi sull’orario di partenza nel pomeriggio. Alle 14:00 come d’accordi presi, io e Alfredo ci trovammo fuori nel parcheggio aziendale e procedemmo verso Brindisi. Il viaggio fu tranquillo e piacevole, parlammo di molte cose, arrivati in albergo ci sistemammo e poi andammo a fare un giro per visitare la città. L’indomani di buon ora ci trovammo nella hall dell’albergo, dopo la colazione ci recammo alla fabbrica. Iniziammo a fare quello che dovevamo all’interno della centrale elettrica aziendale. Tutto d’un tratto restammo chiusi all’interno della stanza e senza luce, io rimasi tranquillo per un po’, poi ad un certo punto mi sentii un tocco strano di Alfredo sulla mia schiena. Io rimasi un’attimo spaesato, mentre lui continuava ad accarezzarmi parlandomi di cose personali…e ogni tanto mettendoci qualche porcata. Io ero anche un po intimorito, perché lui alto grosso e abbastanza grezzo, peloso…non sapevo come reagire e alla fine l’ho lasciato fare…e per concludere mi sono ritrovato col suo cazzo infilato nel culo… ma il bello è che mi piaceva…riuscimmo a concludere in tempo perché qualche istante dopo tutto ritornò alla normalità e noi ci ricomponemmo. Una esperienza nuova ma anche strana allo stesso tempo….e finì tutto così e noi portammo a termine il nostro operato e fra di noi non ne parlammo mai.
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